Anteprima di Buone abitudini per stare bene: perché le facciamo?

Scheda igiene e buone abitudini · classe seconda

Buone abitudini per stare bene: perché le facciamo?

Classe seconda – scuola primaria Educazione alla salute Solo PDF

A sinistra cinque riquadri: un bambino con il cappello sotto il sole, uno che cammina di buon passo, uno che si lava le mani, uno che dorme sotto la luna, uno che si lava i denti. A destra cinque frasi in un altro ordine: «Ci rende agili, veloci e forti», «Il corpo e il cervello riposano e si preparano a una nuova giornata», «Non ci scottiamo nelle giornate calde d'estate», «Tiene il nostro sorriso pulito e splendente», «Toglie i germi che abbiamo preso toccando le cose». Il bambino legge ogni frase e la collega con una linea all'abitudine che spiega.

In classe seconda non basta più sapere che cosa si fa: si comincia a chiedersi perché. Le frasi danno la ragione di ogni abitudine con parole semplici, e il collegamento obbliga a leggerle davvero, perché nessuna nomina l'oggetto del disegno: non c'è scritto cappello, sapone né letto. È la parte dell'educazione alla salute che riguarda la cura di sé e il benessere. Dopo la scheda si può rovesciare il gioco: il bambino inventa la frase per un'abitudine che non c'è, come bere acqua.

Cinque frasi di lunghezza diversa: la più lunga, quella sul sonno, è anche la più astratta. La scheda chiede una lettura autonoma e si adatta bene alla metà della classe seconda. Rispetto alle sorelle più semplici, che collegano un oggetto o numerano un gesto, qui si collega un'azione alla sua ragione. La tabella settimanale della famiglia è il seguito naturale: dopo aver capito perché, si prova a farlo ogni giorno.

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Aggiornata il 24 settembre 2026

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