Parole del cuore

La parte della parola che non si può sentire, segnata con un cuore.

Informazioni su questo strumento

L’italiano si legge quasi sempre come si scrive: per questo le vere «parole del cuore» non sono le parole frequenti, ma i punti in cui la scrittura non si può ricavare dal suono. Parole del cuore mette la parola dentro caselle e segna con un cuore proprio quel punto. La h di ho, hai, ha, hanno non si sente ma cambia tutto. La h di che e di ghiro non si sente e tiene dura la lettera davanti. La i di cielo e di giacca non si sente e addolcisce. I digrammi gn, gl, sc e il gruppo cqu di acqua valgono un suono solo, non la somma delle lettere. Gli accenti di perché, città, più e gli apostrofi di l’acqua e dov’è si imparano a occhio. Ogni parola arriva con una frase e un’immagine, si ascolta ad alta voce e si può girare come una carta.

Il primo scaffale, «Le nostre prime dieci», è gratuito per sempre e non richiede registrazione: contiene la famiglia della h muta, la coppia che/chi, i primi accenti e acqua. Con Premium si aprono gli altri tre scaffali — i digrammi gn, gl e sc, le lettere che non si sentono (ch, gh, ci, gi) e gli accenti con gli apostrofi — per un totale di 40 parole, tutte con frase, immagine e schede da stampare per il lavoro individuale o per l’angolo della lettura.

Come usarlo in classe

  • Proiettate una parola alla volta e leggetela insieme, senza fretta: prima tutta intera, poi casella per casella.
  • Toccate le caselle da sinistra a destra; quando arriva il cuore, fermatevi e dite ad alta voce perché quella parte non si sente o non si può indovinare.
  • Girate la carta per vedere la parola dentro una frase con l’immagine, e fate riascoltare la frase intera.
  • Stampate le schede dello scaffale del giorno e lasciatele nell’angolo della lettura per rivederle nei giorni successivi.

Idee per la classe

  • Caccia alla h muta: i bambini cercano ho, hai, ha, hanno in un libro di classe e li ricopiano sul cartellone, cerchiando ogni volta la h.
  • Muro dei digrammi: uno spazio per gn, uno per gl, uno per sc; ogni nuova parola trovata durante la settimana va appesa sotto il suo digramma.
  • Coppie che cambiano tutto: leggete insieme ghiro/giro, che/ce, lì/li, papà/papa e chiedete che cosa fa quella piccola lettera o quell’accento.