La bottega delle lettere
Una lettera grandissima sulla rigatura di prima: la lucciola mostra l’ordine dei tratti, poi si ripassa con il dito.
Informazioni su questo strumento
La bottega delle lettere mette una sola lettera, grandissima, sulla rigatura di prima: le stesse righe su cui la classe scrive già sul quaderno. Il primo comando è la striscia in alto per scegliere: tutto l’alfabeto, le vocali accentate à è é ì ò ù, i gruppi che in italiano fanno un suono solo — i digrammi ch, gh, gn, sc e il trigramma gli — e le cifre da 0 a 9. Un gruppo come gn si scrive una lettera alla volta, prima la g e poi la n, perché sono due segni per un suono solo. Appena si apre, la lucciola percorre i tratti da sola nell’ordine giusto, con un piccolo suono all’inizio di ognuno, e il tasto ▶ nell’angolo del foglio la fa ripartire tutte le volte che serve. Intanto sulla lettera restano i numeri dei tratti e le frecce, e i pallini sotto il foglio dicono quanti tratti mancano: è proprio la parte che una lettera già finita, appesa al muro, non riesce a far vedere. Solo stampato, maiuscolo e minuscolo: il corsivo è un altro percorso, con un’altra impugnatura e altri tempi, e qui non c’è.
Poi tocca al bambino: parte dal punto verde e ripassa con il dito. La linea compare solo dove il dito è passato davvero — non corre avanti, non finisce la lettera al posto suo, e se ci si ferma a metà la lettera resta a metà. I tratti si fanno nell’ordine giusto, uno alla volta, e il segno dell’accento arriva sempre per ultimo, come sul quaderno. Se la mano esce dal percorso l’inchiostro semplicemente aspetta: qui non c’è nessun segno rosso, nessun punteggio, nessun tempo che scorre e nessuna stellina. Dopo qualche tentativo a vuoto cambia l’ambiente, non il giudizio: prima si muovono le frecce, poi la lucciola rifà quel tratto soltanto, poi il percorso si allarga una volta, in silenzio. E se il bambino stacca il dito per riprendere meglio la presa, quello che ha già ripassato non si perde.
La rigatura è la parte che quasi tutti gli strumenti per la scrittura sbagliano fuori dall’inglese. Qui il foglio porta la rigatura di prima, quella del quaderno italiano: righe parallele tutte continue, con il rigo di base più marcato degli altri, e non la riga di mezzo tratteggiata che arriva dalle schede tradotte dall’americano e che in Italia non si stampa. Ogni paese ha la sua, e a rigarla sono stati i maestri di quel paese. Tutte le lettere, le vocali accentate, i gruppi di lettere, tutti i numeri e qualsiasi parola scritta dall’insegnante restano gratis, in tutte e undici le lingue. Il piano Insegnante aggiunge due cose soltanto: l’elenco della classe letto da Bastoncini dei nomi — i nomi si leggono su quel dispositivo e non escono mai da lì — e la scheda A4 da stampare.
Come usarlo in classe
- Proiettatela sulla LIM e lasciate che la lucciola faccia il primo giro da sola, prima che qualcuno tocchi lo schermo: tutta la classe vede da dove parte la mano e da che parte va.
- Toccate nella striscia in alto la lettera che vi serve — il suono del giorno, la lettera che un bambino gira al contrario, il numero su cui state lavorando. È un tocco, non una caccia: nella stessa striscia ci sono anche à è é ì ò ù, i gruppi ch gh gn gli sc e le cifre da 0 a 9.
- Chiamate un bambino: parte dal punto verde e ripassa con il dito, e i pallini sotto il foglio dicono quanti tratti mancano. Nessuno lo corregge e niente va avanti da solo: alla lettera dopo si passa quando lo decidete voi o lui.
- La coppia a/A porta la stessa lettera dallo stampato minuscolo al maiuscolo; sulle cifre non compare, perché un numero non ha la maiuscola. Il tasto ✎ apre una casella per scrivere una parola qualsiasi — chiave, mamma, il nome della maestra — e la classe la fa lettera per lettera con la parola intera scritta sopra.
- Con il piano Insegnante lo stesso pannello elenca anche i nomi della classe presi da Bastoncini dei nomi, e si stampa la scheda A4 della lettera che avete sullo schermo: il modello con l’ordine dei tratti, uno spazio bianco per il nome e sei righe sulla rigatura di prima — due con otto lettere da ripassare, due con altre otto in grigio, una che dà un solo modello e lascia libero il resto del rigo, e l’ultima rigata e vuota.
Idee per la classe
- La lettera del giorno: la lucciola la mostra a tutta la classe, tre bambini a turno la ripassano alla LIM, e poi si va subito sul quaderno finché la mano se la ricorda.
- Un tablet al banco della scrittura, già aperto sulla lettera del giorno: chi ha bisogno di rivedere da dove parte il tratto lo chiede alla lucciola invece che a voi, e lo può chiedere dieci volte senza imbarazzo.
- Quando un bambino gira la b, la d o il 3, non correggete sul quaderno: aprite qui quella lettera e guardate insieme la lucciola. Vedere da dove parte il tratto raddrizza molti più rovesciamenti di una gomma passata sul segno.
- La settimana dei gruppi di lettere: scrivete nella casella chiave, ghianda, agnello, coniglio, sciarpa e fateli ripassare. I bambini scrivono ch, gh, gn, gli e sc una lettera alla volta e li leggono con un suono solo — due segni, una voce.
- Il nome proprio (con il piano Insegnante): il giorno del compleanno ciascun bambino scrive il proprio nome alla LIM lettera per lettera, e la scheda della sua iniziale va a casa stampata sulla rigatura che usa già in classe.
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